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In un freddo pomeriggio d'inverno ero alla fermata
dell'autobus che mi avrebbe riportata a casa dopo una giornata
di lavoro piena di amarezza, quando improvvisamente mi si avvicinò
una signora.
Mi disse che doveva per forza comunicare a qualcuno
la sua incontenibile gioia per aver appena firmato il contratto di
vendita di una casa, una piccolissima casa. Aggiunse che, seppur
piccolissima, lei in quella casa avrebbe portato tanto amore da
farla sembrare una reggia, amore che nessuno -aggiunse- voleva da
lei.
Vide il suo autobus avvicinarsi e, con enfasi,
cominciò a ringraziarmi per averla ascoltata e per aver potuto
esprimere la sua immensa felicità. Salì sul suo autobus con il viso
raggiante, continuando a salutarmi e a sorridermi.
Mentre si allontanava, la ringraziai
silenziosamente, dentro di me. La sua felicità aveva contagiato
anche me, la mia amarezza si era dissolta.
Sorridendo, salii sul mio autobus. Anch'io andavo a
casa. Felice.
Marianna |