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Da parecchio tempo non avevo sentito una mia amica che
conoscevo da anni, quando un pomeriggio mi telefonò.
"Sai," mi disse, "sto per separarmi da mio marito. Lui è
naturalmente contrario, ma io quel 'pezzo di carta' -così si
espresse- lo voglio ad ogni costo e nessuno, né lui né i miei figli,
mi fermeranno." Aveva preso la decisione di andarsene
di casa per convivere con un altro uomo, con il suo 'vero lui'.
Rimasi senza parole. Ma come... lei così puritana, tutta casa,
chiesa e famiglia, che aveva sempre giudicato delle poco di buono le
altre donne che avevano soltanto pensato di separarsi per un altro
uomo, lei si separava sul serio. Mi disse che il 'suo lui', così lo
chiamò durante tutta la conversazione, era semplicemente divino e
che rappresentava per lei tutto quello che aveva sempre sognato.
Ora, soltanto ora, capiva le altre donne che voelvano
separarsi e tutte le sue parole di disprezzo per loro si tramutarono
improvvisamente in lodi. Il discorso tra noi finì
così. Sei mesi dopo mi richiamò in lacrime e disperata, dicendomi
che 'il suo lui' aveva avuto un ictus, non ce l'aveva fatta a
superarlo ed era morto. Mi confidò di provare molta
rabbia nei suoi confronti: per lui aveva lasciato tutto e tutti, ma
proprio il suo lui aveva lasciato lei. Per sempre.
Marianna
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